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“Fahrenheit 451”

  • 21 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Ray Bradbury

Fahrenheit 451

Ray Douglas Bradbury fu uno scrittore e sceneggiatore statunitense, noto per essere

l’innovatore del genere fantascientifico. Il suo amore per questo genere nacque a seguito del

suo trasferimento negli Stati Uniti a causa della disoccupazione del padre nel 1934, durante

la Grande Depressione. Qui cominciò a scrivere racconti polizieschi e noir per poi raccogliere nel 1950 in un unico volume le sue Cronache Marziane le quali ebbero un grande successo. E’ conosciuto anche per aver scritto il “Paese d’ottobre”, “Addio all’estate” e “Fahrenheit 451”, che è considerato un elogio alla lettura.

Quest’ultimo libro parla di una società distopica dove i pompieri hanno il compito di accendere incendi per distruggere i libri, Guy Montag vive un’esistenza paranoica finché l’incontro con la giovane Clarisse non mette in dubbio ogni sua certezza: infatti la ragazza chiederà al pompiere se è felice. La crisi interiore di Montag esplode definitivamente dopo il tentato suicidio della moglie Mildred e il sacrificio di un'anziana che sceglie di morire tra le fiamme insieme alla sua biblioteca. Spinto dalla curiosità e dal disgusto per il vuoto che lo circonda, Montag inizia a rubare e leggere libri in segreto, cercando risposte nel sapere proibito. Nonostante il capitano Beatty cerchi di riportarlo all'ordine spiegandogli che la cultura è solo fonte di infelicità e confusione, Montag decide di ribellarsi. Si allea con l'ex professore Faber,

ma viene presto tradito e denunciato dalla sua stessa moglie. Costretto a bruciare la propria

casa, Montag uccide Beatty e fugge, diventando un ricercato. La sua fuga termina in una comunità di esuli che hanno scelto di diventare dei "libri viventi". Mentre una guerra

improvvisa rade al suolo la città, Montag e i ribelli si incamminano verso le macerie, pronti a

ricostruire una civiltà che sappia finalmente fare tesoro di ciò che legge. “Fahrenheit 451” è un libro totalmente diverso dagli altri e soprattutto dal nostro mondo. Questo titolo, infatti, racconta di un mondo in cui i libri non sono delle “cose” che servono per ampliare la conoscenza o per provare emozioni diverse, ma è tutto il contrario cioè che sono

inutili e dannosi. Tuttavia, è grazie ai libri che, una volta distrutta la città, questa verrà

rifondata tramite il sapere che essi emanano e, grazie a ciò, verrà costruito un mondo

migliore. L’autore vuole dimostrare con il romanzo in questione ciò che la censura è in grado di fare ad una società e perché gli uomini non devono accettare regole imposte senza interrogarsi sulle implicazioni che queste portano.

 
 
 

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