
“Il fu Mattia Pascal”
- 10 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Luigi Pirandello
Il fu Mattia Pascal
Edimedia
Luigi Pirandello è stato un poeta, drammaturgo e narratore italiano. Per la sua produzione, le
tematiche affrontate (frammentazione dell’io, relativismo, ipocrisia della morale borghese) e
l’innovazione del racconto teatrale è considerato tra i più importanti romanzieri e drammaturghi del XX secolo. Nel 1934 fu insignito del Premio Nobel per la letteratura.
Tra i romanzi più importanti di Pirandello, “Il fu Mattia Pascal” è uno dei più letti e più amati. Nel
Novecento, l’uomo, in generale, era sottoposto alla pressione della dinamica sociale ed era distrutto dalla crisi economica di questo periodo. Il protagonista del brano, Mattia Pascal, è un uomo che, dopo delle disavventure coniugali e sociali, tenta la fortuna e ha la possibilità di cambiare la sua vita. Dato per morto nel suo paesello, decide, quindi, di provare a rifarsi una vita più felice di quella
precedente inventandosi una diversa identità. Viaggia molto ma si ferma a Roma dove viene accolto da una famiglia con dei tratti strambi, qui si innamora di una donna che però si sente impedito di amare perché capisce di essere diventato un’ombra prigioniera dei propri dubbi e paure. Decide, quindi, di fingersi nuovamente morto per tornare nel suo paesino, nel quale ad accoglierlo ci sarà un fatto inaspettato che lo porterà a essere libero dalle condizioni sociali o forse continuerà ad essere un’ombra.
Pirandello, con il suo personaggio, fa emergere l’angoscia di chi guarda il futuro con timore di
essere soltanto un’ombra, prigioniera dei propri dubbi, certezze e della propria incapacità. Mattia Pascal scopre che la sua identità è soggetta al giudizio altrui e questo lo porta a sentirsi estraneo a sé stesso e incapace di agire. Il protagonista sa di non poter controllare la sua sorte e sa di non poter tornare nella sua vita come se nulla fosse successo, perciò si autocondanna alla solitudine. Il libro ci
permette, inoltre, di apprezzare quello che abbiamo perché una volta perso ci accorgiamo quanto quello che avevamo era importante per noi.
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