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"La metamorfosi" di Franz Kafka

  • 13 gen 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Il libro “La metamorfosi” di Franz Kafka è stato pubblicato nel 1915. Franz Kafka è nato il 3 luglio 1883, è stato uno scrittore di lingua tedesca ed è ritenuto una delle maggiori figure della letteratura del ventesimo secolo e un importante esponente del modernismo e del realismo magico. Il linguaggio che usa è semplice. Egli muore il 3 giugno 1924.

L’intero racconto è focalizzato sulla figura di Gregor e sulla sua diversità, l’autore vuole spiegarci come la società, ma anche le persone a noi più strette, tendano ad emarginaci solo perché siamo considerati “diversi”. È passato dall’essere il pilastro economico della famiglia, ad essere emarginato dagli stessi genitori. Gregor percepisce quasi subito il ribrezzo che suscita in loro la sua vista, nemmeno il fatto di essere “figlio” e “fratello” o il ricordo della sua persona passata riescono a salvare Gregor dalla condanna alla quale sembra destinato. Sin da subito i genitori provano paura di avere contatti diretti con lui, tant'è che quest’ultimo decide di nascondersi quando gli viene portato il cibo, per non suscitare spavento; Gregor soffre, ormai è diventato un peso, i familiari stessi si augurano che lui muoia. La madre, il padre e la sorella sono affranti, tuttavia sanno che quella è l'unica via d'uscita da una situazione ormai insostenibile. Ed ecco così che Gregor si lascia andare. Come sarebbe se ci capitasse di svegliarci un mattino e trovarci in un corpo che non ci appartiene? Se ci trovassimo trasformati in uno scarafaggio? Come si comporterebbero le persone che ci amano? Andranno aldilà dell’aspetto? Purtroppo nella realtà dei nostri giorni ci sono tante situazioni del genere. Gregor alla fine si lascia andare, ma quante altre persone lo avrebbero fatto? E questo è per colpa della società che disprezza, che non accetta e che giudica solo perché non rispettiamo i canoni e gli stereotipi impostici da questa società profondamente interessata all’esteriorità, alle apparenze quando invece, dovremmo amare le persone per quello che sono dentro.

Il libro è di una grandezza alquanto piccola, si legge in poco tempo ed è scorrevole nella lettura. Ci fa meditare su quanto la condizione umana sia delicata e al contempo effimera. Solo quando ci troviamo da soli e abbandonati da tutti, riflettiamo sul vero senso dell’umanità.

 
 
 

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1 commento


Membro sconosciuto
26 gen 2022

Questo mi manca... lo leggerò!

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